Il registro dei trattamenti in apicoltura è uno strumento essenziale per documentare correttamente l’impiego dei medicinali veterinari negli alveari e garantire la tracciabilità delle operazioni effettuate. La sua compilazione deve rispettare la normativa europea e nazionale vigente, riportando in modo chiaro e completo i dati relativi al prodotto utilizzato, agli alveari interessati, alle date del trattamento e agli eventuali tempi di attesa. Una gestione accurata del registro tutela la salute delle api, la sicurezza dei prodotti dell’alveare e l’apicoltore in caso di controlli da parte delle autorità competenti.
Come scrivere registro trattamenti apicoltura
In Italia, il registro dei trattamenti dell’apicoltura deve consentire di ricostruire in modo completo, verificabile e cronologico ogni trattamento effettuato sulle api o sui prodotti dell’alveare mediante un medicinale veterinario. La disciplina deriva soprattutto dal regolamento (UE) 2019/6 sui medicinali veterinari, dalle disposizioni nazionali di applicazione e dal sistema informativo veterinario nazionale, comunemente gestito attraverso la BDN e Vetinfo. Gli alveari sono considerati animali destinati alla produzione di alimenti, poiché da essi derivano miele, cera, propoli, pappa reale e altri prodotti destinati al consumo o all’impiego alimentare.
Il registro deve permettere innanzitutto di identificare con precisione l’apicoltore o il detentore degli animali e l’azienda interessata. Devono quindi risultare i dati del proprietario o detentore, il codice aziendale o identificativo dell’attività, l’identificazione dell’apiario e la sua ubicazione. Quando il trattamento non riguarda tutti gli alveari dell’azienda, occorre indicare quali alveari o quale gruppo di colonie sono stati sottoposti alla terapia. L’identificazione può avvenire mediante il codice dell’apiario associato al numero degli alveari trattati, purché sia possibile collegare senza ambiguità il trattamento alle colonie interessate.
Per ogni trattamento devono essere indicate la data in cui il medicinale è stato effettivamente somministrato o applicato e, quando il trattamento si protrae nel tempo, la data di conclusione. È opportuno distinguere la data della prescrizione dalla data della somministrazione, perché il registro deve documentare il momento reale in cui il medicinale è stato utilizzato. Devono inoltre essere riportate le modalità di somministrazione previste dal medicinale, per esempio l’applicazione nell’arnia, l’impiego mediante tavolette o strisce, la somministrazione attraverso alimentazione autorizzata o altra modalità indicata nel foglietto illustrativo.
Il medicinale deve essere identificato con la denominazione commerciale completa, il principio attivo o i principi attivi, la forma farmaceutica e, ove rilevante, il dosaggio o la concentrazione. È necessario indicare anche la quantità utilizzata, il regime posologico e la durata del trattamento. Non è sufficiente annotare genericamente “trattamento antivarroa”: occorre specificare quale prodotto è stato impiegato, quanta parte del prodotto è stata utilizzata per ciascun alveare o per il gruppo di alveari, secondo quale schema e per quanti giorni.
Ai fini della tracciabilità è necessario riportare il numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio quando previsto dai sistemi informativi e, soprattutto, il numero di lotto del medicinale, se disponibile. Il lotto consente di collegare il trattamento alla confezione effettivamente utilizzata e assume particolare importanza in caso di controlli, richiami del prodotto, segnalazioni di farmacovigilanza o accertamenti sulla presenza di residui. Devono essere conservati anche i dati del fornitore, come il nome e l’indirizzo della farmacia, del grossista o dell’altro soggetto autorizzato che ha ceduto il medicinale.
Il registro deve descrivere la ragione sanitaria del trattamento. Deve quindi risultare la diagnosi, il sospetto diagnostico o l’indicazione terapeutica, come può avvenire, ad esempio, nel caso di varroasi o di altra patologia per la quale il medicinale veterinario sia autorizzato. Quando il trattamento deriva da una prescrizione veterinaria, devono essere riportati il riferimento della ricetta elettronica o della prescrizione e i dati identificativi del medico veterinario prescrittore, compresi il nome e i recapiti professionali, secondo i campi previsti dal sistema informativo. La prescrizione, la documentazione di acquisto e le eventuali istruzioni veterinarie devono essere conservate in modo da poter essere collegate alla relativa registrazione.
Un elemento essenziale è l’indicazione del periodo di sospensione. Nel caso delle api ciò riguarda soprattutto il miele, ma può riguardare, secondo il medicinale e le circostanze, anche altri prodotti ottenuti dall’alveare. Il registro deve riportare il periodo di sospensione previsto dal medicinale e la data a partire dalla quale il miele o il prodotto interessato può essere raccolto, estratto, commercializzato o destinato al consumo. Se un prodotto non può essere utilizzato durante il trattamento o per un determinato intervallo successivo, tale vincolo deve essere concretamente rispettato e, preferibilmente, annotato. Non è corretto indicare un periodo di sospensione autonomamente determinato dall’apicoltore, né utilizzare un medicinale senza verificare quanto stabilito dall’autorizzazione e dal foglietto illustrativo.
Quando il farmaco è stato prescritto secondo modalità particolari, per esempio in deroga nell’ambito della cosiddetta cascata terapeutica, il registro deve contenere anche le informazioni che giustificano la scelta e consentono di applicare correttamente il più lungo periodo di sospensione previsto dalla normativa. In questo caso è particolarmente importante conservare la prescrizione veterinaria e riportare il periodo di sospensione espressamente stabilito dal medico veterinario.
La registrazione deve riflettere il trattamento realmente eseguito. Se la quantità utilizzata, il numero degli alveari trattati o la durata effettiva differiscono da quanto inizialmente previsto, devono essere riportati i dati effettivi, con eventuali annotazioni esplicative. Le rettifiche non devono cancellare la traccia della registrazione originaria: nel registro elettronico devono essere effettuate attraverso le funzioni previste dal sistema, mentre in un eventuale supporto cartaceo devono essere leggibili, datate e non alterare il dato precedente in modo da renderlo irriconoscibile.
In Italia il registro dei trattamenti degli animali destinati alla produzione di alimenti è normalmente gestito in forma elettronica tramite il sistema informativo veterinario nazionale, con collegamento alla prescrizione veterinaria elettronica quando questa è richiesta. L’inserimento deve essere effettuato nei tempi previsti dalla disciplina e dalle procedure operative del sistema, senza attendere la fine della stagione apistica o effettuare annotazioni cumulative prive di una precisa cronologia. Qualora, in situazioni eccezionali, sia utilizzata documentazione sostitutiva o cartacea, questa deve comunque contenere le medesime informazioni e deve essere successivamente gestita secondo le modalità stabilite dall’autorità competente.
Il registro deve essere conservato per almeno cinque anni dalla data dell’ultima registrazione relativa al trattamento, salvo termini più lunghi previsti da disposizioni specifiche o necessari per la gestione della documentazione aziendale. Deve essere mantenuto a disposizione dei servizi veterinari, delle autorità sanitarie e degli organi di controllo. La conservazione non riguarda soltanto il registro in senso stretto, ma deve consentire di esibire anche le prescrizioni, i documenti di acquisto e la documentazione utile a dimostrare l’origine e la corretta utilizzazione dei medicinali.
Non devono essere confusi con i trattamenti veterinari gli interventi puramente zootecnici o le pratiche di gestione dell’alveare che non consistono nell’impiego di medicinali veterinari. Tuttavia, se viene utilizzato un prodotto qualificato giuridicamente come medicinale veterinario, il suo impiego deve essere registrato anche quando il prodotto è acquistato o somministrato nell’ambito di un programma aziendale ordinario, come accade frequentemente per i trattamenti contro la varroa. La denominazione commerciale o l’uso consuetudinario del prodotto non sono sufficienti a stabilirne la natura: occorre verificare l’autorizzazione e le istruzioni ufficiali.
In sostanza, il registro deve permettere di rispondere senza incertezze a queste domande: quale apiario e quali alveari sono stati trattati, quale medicinale è stato utilizzato, da chi è stato acquistato o prescritto, per quale diagnosi, in quale quantità e con quale modalità, in quali date, con quale lotto e quale periodo di sospensione è applicabile ai prodotti dell’alveare. Se una di queste informazioni manca, la tracciabilità del trattamento può risultare incompleta e l’apicoltore può esporsi a contestazioni amministrative, oltre al rischio di immettere sul mercato prodotti con residui di medicinali oltre i limiti consentiti.
Esempio di registro trattamenti apicoltura
REGISTRO DEI TRATTAMENTI DELL’APICOLTURA
1. Dati dell’operatore e dell’apiario
| Campo | Dati |
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| Cognome e nome/Ragione sociale | |
| Codice fiscale/P. IVA | |
| Codice aziendale | |
| Indirizzo sede legale | |
| Recapito telefonico/e-mail | |
| Identificativo apicoltore/BDA | |
| Ubicazione apiario | |
| Comune | |
| Provincia | |
| Coordinate o riferimento catastale | |
| Numero complessivo alveari | |
| Anno di riferimento | |
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2. Registro dei trattamenti
| N. | Data inizio trattamento | Data fine trattamento | Identificazione apiario/alveari | Numero alveari trattati | Patologia/indicazione terapeutica | Medicinale veterinario/prodotto | Principio attivo | Numero A.I.C./autorizzazione | Numero lotto | Scadenza | Posologia e modalità di somministrazione | Quantità utilizzata | Prescrizione veterinaria n. e data | Veterinario prescrittore | Periodo di attesa | Data fine periodo di attesa | Data disponibilità prodotti dell’alveare | Operatore responsabile | Firma |
|—:|—|—|—|—:|—|—|—|—|—|—|—|—|—|—|—|—|—|—|—|
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3. Carico dei medicinali veterinari
| N. | Data ricezione/acquisto | Medicinale veterinario/prodotto | Principio attivo | Numero A.I.C./autorizzazione | Numero lotto | Scadenza | Quantità ricevuta | Unità di misura | Fornitore | Documento di acquisto/trasporto | Prescrizione veterinaria n. e data | Quantità residua | Firma |
|—:|—|—|—|—|—|—|—:|—|—|—|—|—:|—|
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4. Scarico e utilizzo dei medicinali veterinari
| N. | Data utilizzo | Medicinale veterinario/prodotto | Numero lotto | Apiario/alveari interessati | Quantità utilizzata | Quantità residua | Causale dello scarico | Data conferimento/smaltimento eventuale residuo | Documento di smaltimento | Firma |
|—:|—|—|—|—|—:|—:|—|—|—|—|
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5. Prodotti dell’alveare sottoposti a periodo di attesa
| N. | Apiario/alveari | Prodotto dell’alveare | Data raccolta prevista | Medicinale utilizzato | Data ultima somministrazione | Periodo di attesa applicato | Data di fine attesa | Data effettiva di raccolta | Quantità raccolta | Destinazione del prodotto | Firma |
|—:|—|—|—|—|—|—|—|—|—:|—|—|
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6. Conservazione dei medicinali veterinari
| N. | Medicinale/prodotto | Numero lotto | Quantità | Luogo di conservazione | Temperatura/modalità di conservazione | Data controllo | Esito controllo | Firma |
|—:|—|—|—:|—|—|—|—|—|
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7. Smaltimento dei medicinali e dei materiali residui
| N. | Data | Medicinale/materiale | Numero lotto | Quantità | Motivo dello smaltimento | Modalità di smaltimento | Soggetto incaricato | Documento di conferimento | Firma |
|—:|—|—|—|—:|—|—|—|—|—|
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8. Annotazioni e verifiche
| Data | Oggetto della verifica/annotazione | Esito | Operatore responsabile | Firma |
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9. Dichiarazione dell’operatore
Il/La sottoscritto/a __ dichiara che le informazioni riportate nel presente registro sono complete, corrette e aggiornate.
Luogo e data: __
Firma dell’operatore: __
Firma del veterinario, ove prevista: __