Conto Corrente e Spese

I conti correnti sono sempre più al centro del dibattito politico, soprattutto alla luce delle recenti iniziative del governo in merito a limitazione sull’uso del contante e cancellazione delle commissioni bancarie. Se la prima ha portato all’istituzione del conto corrente a zero spese, la seconda ha raggiunto un successo parziale, l’azzeramento della commissione di istruttoria veloce sui conti in rosso quando lo sconfinamento è massimo di 500 euro. Non si tratta delle uniche novità, comunque, perché le spese del conto corrente sono destinate a cambiare ulteriormente.
Non è un mistero che in Italia i costi che un correntista deve affrontare per la gestione del conto sono tra i più alti d’Europa. Se proprio non si è riusciti a cancellare del tutto commissioni e altri balzelli, almeno il governo sta cercando di mettere mano al sistema per rendere più semplice la vita dei cittadini, costretti in un modo o nell’altro ad aprire un conto corrente dalla limitazione all’uso del contante.
Di recente poi è stato approvato dal Senato un decreto correttivo che prevede alcune ulteriori novità per i correntisti. Gli ultimi emendamenti, in concreto, prevedono quattro indicazioni fondamentali.

Zero commissioni sul rosso. L’azzeramento delle commissioni non sarà infatti assoluto e valido per tutti, ma limitato alle famiglie in momentanea e limitata difficoltà finanziaria. La commissione di istruttoria veloce viene abolita nel solo caso di sconfinamento pari o inferiore a 500 euro, in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido, per un solo periodo, per ciascun trimestre bancario. In ogni caso il periodo in rosso non può superare i sette giorni consecutivi.

Commissioni di apertura credito. Alcune modifiche potrebbero venire anche sulla disciplina dei contratti di apertura credito. L’onere per il cliente nelle intenzioni dovrebbe essere determinato anche in base alle diverse tipologie di contratto. Toccherà quindi ad una delibera del Cicr (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio) fissare i criteri cui le banche dovranno attenersi per rispettare questa norma.

Osservatorio sull’erogazione del credito. Un emendamento specifico prevede la costituzione di un osservatorio sull’erogazione del credito alle imprese, con particolare riguardo per quelle da micro a medie, giovanili e femminili. L’organo farebbe parte del Ministero dell’Economia, che ne esprimerà presidente e un membro. Gli altri saranno rappresentanti del Ministero per lo Sviluppo, Banca d’Italia, associazioni dei consumatori e Abi. Gli altri tre membri saranno indicati da associazioni di imprese, e da società finanziarie regionali. Scopo dell’osservatorio sarà monitorare l’erogazione del credito e favorire l’elaborazioni di pratiche efficaci nella gestione dei finanziamenti per tutti i tipi di cliente.

Rating della legalità. Si torna a parlare di rating etico per le aziende. Sarà l’Antitrust a rilasciare questa certificazione di legalità, necessaria ai fini dell’ottenimento di finanziamenti pubblici e credito bancario.

Molto interessante.